A Lazise realizziamo muri a secco per contenere terrapieni, sostenere terrazzamenti, delimitare proprietà e sistemare dislivelli nei giardini. Il vantaggio rispetto a un muro in calcestruzzo, oltre all'aspetto, è che il muro a secco drena naturalmente: l'acqua attraversa la struttura invece di premere contro di essa.
Perché sceglierci a Lazise
- ✓ Pietre di legatura passanti a intervalli regolari
- ✓ Scarpa calcolata in funzione dell'altezza del muro
- ✓ Fondazione su terreno portante, mai su riporto
- ✓ Pietra locale, con recupero del materiale esistente dove possibile
Costruzione Muri a Secco a Lazise: il contesto locale
Sul Garda i muretti in pietra sostengono i terrazzamenti coltivati a olivo e vite che scendono verso la riva e delimitano le proprietà delle ville. Il paesaggio è tutelato, quindi la scelta della pietra e della tessitura non è libera: deve richiamare quella tradizionale della zona, e conviene verificarlo prima di ordinare il materiale.
Il paesaggio costruito di Lazise è caratterizzato da edifici storici entro la cinta muraria medievale e residenze turistiche recenti, e la scelta della pietra e della tessitura muraria parte da lì per non introdurre elementi estranei. Sul piano tecnico incide che i vincoli del centro storico murato, che impongono materiali e tecniche compatibili, aspetto che valutiamo insieme alla natura del terreno e all'entità della spinta da contenere. La committenza è formata soprattutto da strutture ricettive, seconde case e attività commerciali del lungolago.
Come eseguiamo il lavoro
La costruzione parte dallo scavo di fondazione, che deve raggiungere un terreno stabile e portante: un muro a secco impostato su terreno di riporto è destinato a muoversi. Sul fondo si realizza un letto di materiale drenante e si posa il primo corso con le pietre di dimensione maggiore, leggermente inclinate verso monte. Il muro si costruisce con una scarpa, cioè con il paramento inclinato verso l'interno di circa dieci-quindici centimetri per metro di altezza: è l'inclinazione che fa convergere le forze verso il terrapieno e tiene in piedi la struttura. Ogni pietra si posa con il piano di maggior appoggio in orizzontale e con la faccia migliore a vista, sfalsando sempre i giunti verticali fra un corso e l'altro. A intervalli regolari si inseriscono le pietre di legatura, elementi lunghi che attraversano l'intero spessore e cuciono il paramento esterno al nucleo. Dietro il muro si realizza un nucleo drenante in pietrame minuto e ghiaia, separato dal terreno con geotessile: è questo che permette all'acqua di attraversare la struttura invece di premerla. La coronatura finale, con pietre regolari e ben assestate, protegge il muro dall'infiltrazione dall'alto, che è la causa più comune di dissesto.
Le fasi dell'intervento
- Rilievo e valutazione: Verifichiamo altezza, spinta del terreno, natura del suolo e accessi per il materiale.
- Scelta della pietra: Individuiamo il materiale coerente con la tradizione locale, privilegiando il recupero dove possibile.
- Scavo di fondazione: Raggiungiamo il terreno portante e realizziamo il letto drenante di appoggio.
- Corsi di base: Posiamo le pietre più grandi, impostando la scarpa corretta del paramento.
- Elevazione e legature: Costruiamo i corsi sfalsando i giunti e inserendo le pietre di legatura passanti.
- Drenaggio e coronatura: Realizziamo il nucleo drenante con geotessile e chiudiamo con la coronatura superiore.
Perché rivolgersi a noi a Lazise
Interveniamo a Lazise da anni, e questo ci consente di dare indicazioni realistiche già al primo incontro: cosa è fattibile, quanto costa e quanto tempo richiede. L'area attorno a il porto vecchio e le mura scaligere presenta situazioni ricorrenti che abbiamo già affrontato più volte, e questo riduce i margini di imprevisto sia sul preventivo sia sul calendario dei lavori.
Domande frequenti
Fino a che altezza si può fare un muro a secco?
Con la tecnica tradizionale si arriva agevolmente a un metro e mezzo, e con spessori adeguati anche oltre i due metri. Superata quella soglia, o in presenza di spinte importanti e sovraccarichi, serve una verifica strutturale e spesso una soluzione mista con parte in calcestruzzo rivestita in pietra. Lo valutiamo in sopralluogo senza forzare la tecnica.
Un muro a secco regge davvero senza malta?
Sì, e in molti casi meglio di un muro cementato. La stabilità viene dal peso proprio, dall'attrito fra le pietre e dall'inclinazione del paramento verso monte. Il vantaggio decisivo è il drenaggio: l'acqua attraversa la struttura invece di accumularsi dietro, e non si genera quella spinta idrostatica che fa cedere tanti muri in calcestruzzo privi di drenaggio.
Si può ripristinare un muro esistente crollato?
Quasi sempre sì, ed è la soluzione preferibile. Si smonta il tratto dissestato e quello immediatamente adiacente, si recuperano le pietre originali, si verifica la fondazione e si ricostruisce con la stessa tessitura, integrando solo il materiale mancante. Il risultato si raccorda al muro esistente senza stacchi visibili.
Zona di intervento
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Vedi anche la pagina dedicata a Lazise e l'elenco completo dei comuni serviti nella pagina costruzione muri a secco.
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