La differenza fra un intonaco che dura trent'anni e uno che si distacca dopo cinque sta quasi tutta nella preparazione del supporto e nella compatibilità dei materiali. A Dolcè dedichiamo a queste due fasi la stessa attenzione che molti riservano solo alla finitura, perché è lì che il lavoro si decide.
Perché sceglierci a Dolcè
- ✓ Rete di rinforzo sui raccordi fra materiali diversi
- ✓ Tempi di maturazione rispettati fra uno strato e l'altro
- ✓ Campionature preventive dove la finitura è soggetta ad approvazione
- ✓ Legante scelto in funzione del supporto, non per abitudine
Intonaci a Dolcè: il contesto locale
In Valdadige l'umidità di fondovalle rende quasi obbligatorio l'uso di sistemi traspiranti alla base delle murature. Nella fascia inferiore delle pareti l'intonaco deumidificante macroporoso diventa la soluzione corretta anche quando la risalita è moderata, perché tollera i sali senza sfaldarsi.
A Dolcè si interviene in prevalenza su case di pietra di fondovalle e vecchi edifici legati alle cave di marmo, e la scelta del sistema di intonaco discende direttamente dal tipo di supporto. Pesa inoltre il fatto che l'umidità del fondovalle dell'Adige combinata con murature storiche molto assorbenti, elemento che determina la traspirabilità richiesta al sistema. La committenza è composta soprattutto da abitazioni stabili e capannoni artigianali della valle, con aspettative sulla finitura di cui teniamo conto già in fase di campionatura.
Come eseguiamo il lavoro
La lavorazione parte dalla preparazione del supporto: rimozione completa delle parti incoerenti, verificate battendo la superficie, pulizia dei giunti, e applicazione di un rinzaffo aggrappante dove il supporto è liscio o poco assorbente. Su superfici molto disomogenee, o in corrispondenza dei raccordi fra materiali diversi, si annega una rete in fibra di vetro alcali-resistente per distribuire le tensioni ed evitare le fessurazioni che si formerebbero proprio lungo quelle linee. Segue il corpo dell'intonaco, applicato a più riprese e portato a squadro con staggia e fasce di livello, con spessori compatibili con il sistema scelto. La scelta del legante dipende dal supporto: calce idraulica naturale sulle murature storiche in pietra o tufo, per la sua traspirabilità ed elasticità; premiscelati a base cementizia sui supporti moderni in laterizio o blocchi; sistemi macroporosi deumidificanti dove è presente umidità di risalita. La finitura conclude il lavoro: rasatura civile per superfici da tinteggiare, intonachino a calce o ai silicati per le facciate, finiture a spessore dove è richiesto un effetto materico. I tempi di maturazione fra gli strati vanno rispettati: forzarli è la causa più comune di cavillature.
Le fasi dell'intervento
- Verifica del supporto: Controlliamo aderenza, umidità e planarità, e individuiamo le parti da rimuovere.
- Preparazione: Spicconiamo l'ammalorato, puliamo i giunti e applichiamo il rinzaffo aggrappante.
- Rete di rinforzo: Inseriamo rete alcali-resistente sui raccordi fra materiali diversi e sulle zone critiche.
- Fasce e livelli: Realizziamo le fasce di livello per garantire planarità e spessori uniformi.
- Corpo dell'intonaco: Applichiamo il materiale a più riprese, rispettando i tempi di maturazione.
- Finitura: Eseguiamo rasatura civile, intonachino o finitura a spessore secondo il progetto.
Perché rivolgersi a noi a Dolcè
Lavorare regolarmente a Dolcè significa avere presenti le pratiche edilizie richieste dal Comune, i tempi di risposta degli uffici e i vincoli che interessano il territorio attorno a la stretta dell'Adige e le cave storiche della Valdadige. Sono elementi che incidono sulla durata complessiva di un intervento più di quanto si pensi, e conoscerli in anticipo evita di dover rivedere il progetto a metà strada.
Domande frequenti
Meglio intonaco a calce o cementizio?
Dipende dal supporto, non dalle preferenze. Su murature storiche in pietra, tufo o laterizio antico la calce è la scelta corretta: è traspirante ed elastica, e accompagna i movimenti del muro. Il cementizio, più rigido e impermeabile, è adatto ai supporti moderni ma su una muratura storica ne provoca il degrado, trattenendo umidità e sali all'interno.
Quanto tempo serve prima di poter tinteggiare?
Un intonaco a base cementizia richiede in genere due o tre settimane di maturazione; uno a calce anche di più, fino a quattro settimane secondo spessore e stagione. Tinteggiare prima significa intrappolare l'umidità di presa sotto la pittura, con distacchi e macchie che compaiono nei mesi successivi. È un'attesa che conviene rispettare.
Si può intonacare sopra il vecchio intonaco?
Solo se quello esistente è perfettamente aderente, sano e compatibile: lo si verifica battendo la superficie, dove suona a vuoto va rimosso. Nella pratica capita raramente che un intonaco degradato sia recuperabile per intero, e sovrapporre materiale nuovo a uno strato che sta cedendo significa far cadere entrambi.
Zona di intervento
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Vedi anche la pagina dedicata a Dolcè e l'elenco completo dei comuni serviti nella pagina intonaci.
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